Il Tempo di Pasqua

Il tempo di Pasqua nel rito Ambrosiano

Il Tempo pasquale inizia là dove giunge al suo compimento il sacro Triduo (la Domenica di Pasqua) e si chiude con i secondi Vespri della solennità di Pentecoste. 

I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Resurrezione alla solennità di Pentecoste si celebrano nell'esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come “la Grande Domenica”.
Le domeniche di questo tempo vengono considerate come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica della Resurrezione, si chiamano domeniche “II, III, IV, V, VI, VII di Pasqua”.
Questo sacro tempo di cinquanta giorni termina con la domenica di Pentecoste, la celebrazione della quale quindi chiude il Tempo di Pasqua.

Carattere liturgico

I quaranta giorni fino all'Ascensione sono vissuti nella gioia esuberante della presenza del Cristo risorto.
I dieci giorni successivi, fino a Pentecoste, sono vissuti nella gioiosa attesa del dono nuziale della Spirito Santo (Norme generali, n° 19)
Il colore liturgico è il  BIANCO .
Il giorno di Pentecoste il colore liturgico è il ROSSO.

Struttura del Tempo di Pasqua

La settimana in Albis (ottava di Pasqua)

  • La Liturgia della Parola in tutti i giorni dell’ottava pasquale presenta una struttura tipicamente festiva, con lettura, epistola e vangelo. Le pericopi sono ovviamente focalizzate sul mistero della Resurrezione.

  • Accanto alle Messe nel giorno, a cominciare da Pasqua e fino alla Domenica in Albis depositis sono proposte particolari Messe per i battezzati. E’ una opportunità pastorale e catechetica per itinerari di iniziazione cristiana, eventualmente utilizzabile anche al di fuori di questa settimana. I testi di queste Messe sono in stretta consonanza con i temi delle omelie di Ambrogio.

  • L’ottava si conclude con la Domenica in Albis depositis, che è incentrata sul Vangelo della manifestazione del Risorto “otto giorni dopo”.

Il tempo pasquale fino all'Ascensione

  • Le Liturgie della Parola nelle due Domeniche pasquali immediatamente successive alla Domenica in Albis presentano alla contemplazione dei credenti i lineamenti del Risorto (Agnello di Dio, Buon Pastore, Luce del mondo, Via Verità e Vita, Mediatore tra Dio e gli uomini); nelle successive due Domeniche si riascoltano le raccomandazioni comunicate dallo stesso Signore ai discepoli prima della sua “andata al Padre” ed è riproposto il suo annuncio del dono del Consolatore.

  • Il Vangelo delle Ferie e dei Sabati è a ciclo unico e consiste nella lettura progressiva del Vangelo secondo Giovanni, in cui il tema pasquale dell’Agnello è premessa al dono dello Spirito.

  • Nelle Ferie si sviluppa poi la lettura progressiva degli Atti degli Apostoli secondo due distinte serie di letture, ciascuno con uno sviluppo in sé compiuto, per i due cicli feriali.

  • Nei Sabati, attraverso la prima lettera ai Corinzi, viene inoltre offerta: nel primo anno una catechesi sulla Resurrezione di Cristo, nel secondo una presentazione della Chiesa come corpo di Cristo.

L’Ascensione e il tempo pasquale dopo l’Ascensione

  • L’Ascensione è celebrata il quarantesimo giorno dopo la Pasqua. E’ previsto un apposito formulario per la celebrazione solenne vigiliare. Il Calendario Ambrosiano consente che, nei luoghi dove l’Ascensione non è festa civile, se ne possano riproporre, a discrezione dei pastori, eucologia e letture in una o più celebrazioni della Domenica dopo l’Ascensione.

  • Le Ferie dopo l’Ascensione chiamano la Chiesa a rivivere l’esperienza degli Apostoli che, privati della tangibile presenza del Signore fra loro, attesero in preghiera l’effusione dello Spirito consolatore. Questa tensione spirituale, fortemente cristocentrica, è segnalata dall'accostamento delle pericopi evangeliche tratte dai capitoli 14-16 di S. Giovanni (i discorsi del congedo di Gesù dai Discepoli) con le sezioni del Cantico dei Cantici in cui la Sposa parla del suo Sposo assente e ne lamenta la lontananza.

La Domenica di Pentecoste

  • Questa solennità rappresenta il suggello dell’intero tempo pasquale. L’effusione dello Spirito è il dono elargito da Dio ai Credenti dopo la glorificazione del suo Unigenito e dà compimento al mistero di salvezza realizzato nella Pasqua.

  • Come nelle maggiori solennità dell’anno liturgico, la celebrazione di questo giorno si apre con una grande liturgia vigiliare, le cui letture veterotestamentarie presentano l’effusione dello Spirito come nuova teofania e dono agli uomini di una nuova vita fonte di comunione e di amore.

Particolarità liturgiche ambrosiane

  • Ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta anche settimana in Albis, fino al sabato in Albis depositis compreso, è celebrato come solennità del Signore.

  • Al Giovedì in Albis vi è la commemorazione del transito e della sepoltura di S. Ambrogio. In alternativa alla prevista pericope dagli Atti degli Apostoli e relativo Salmo, si può leggere il testo della Depositio, tratto dalla biografia di Paolino con il Salmo 114 molto adatto a questo mesto ricordo.

  • Durante l’ottava di Pasqua nelle Chiese in cui si celebrano più Messe, è bene usare, almeno una volta al giorno, il formulario “per i battezzati” o “in memoria del battesimo”.

  • In conformità alla tradizione che la Chiesa ambrosiana condivide con altre Chiese, il giovedì della IV settimana di Pasqua è segnalato con la dicitura “A metà della festa”, cui corrisponde una specifica pericope evangelica (Gv 7, 14-24) che inizia con: “In quel tempo. Quando ormai si era a metà della festa, il Signore Gesù salì al tempio e si mise ad insegnare.”

  • Come già detto, l’Ascensione si celebra nel suo giorno proprio (il quarantesimo dopo Pasqua). Per ragioni pastorali, quando lo si ritenga opportuno, i testi del Lezionario e del Messale possono essere riproposti anche in una o più celebrazioni della domenica successiva. Questa possibilità però non deve diventare un alibi per non curare la partecipazione della comunità alla festa del giovedì.

  • Per la grande Vigilia di Pentecoste, analogamente a quanto previsto per quelle di Natale e dell’Epifania, dove è possibile, dovrebbe celebrarsi un’unica Messa nell'arco dell’intera giornata, corrispondente alla liturgia vesperale vigiliare. Per motivate necessità pastorali possono essere, in via eccezionale, celebrate Messe anche al mattino utilizzando il formulario eucologico del sabato della VII settimana di Pasqua con le letture della Messa vigiliare.

Fonte (siti):

Chiesa di Milano

Cattolici Romani