La Pasqua

La Risurrezione di Cristo: mistero di salvezza

Fonte: Opus Dei. L'autore, Francisco Varo, è decano della facoltà di Teologia dell'Università di Navarra (Spagna)

Il terzo giorno” (dalla sua morte) Gesù risuscitò a una vita nuova. La sua anima e il suo corpo, pienamente trasfigurati dalla gloria della sua Persona divina, tornarono a unirsi. L’anima assunse di nuovo il corpo e la gloria dell’anima si comunicò pienamente al corpo. Per questo motivo, «la Risurrezione di Cristo non è stata un ritorno alla vita terrena. Il suo corpo risuscitato è quello che è stato crocifisso e porta i segni della sua Passione, ma è ormai partecipe della vita divina con le proprietà di un corpo glorioso» (Compendio, 129).

La Risurrezione del Signore è il fondamento della nostra fede, dato che attesta in modo incontestabile che Dio è intervenuto nella storia dell’uomo per salvare gli uomini; inoltre, garantisce la verità di quello che predica la chiesa su Dio, sulla divinità di Cristo e la salvezza degli uomini. Dice San Paolo: «se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede» (1 Cor 15, 17).

Gli apostoli non poterono ingannarsi o inventare la risurrezione. Se il sepolcro di Cristo non fosse stato vuoto, non avrebbero potuto parlare della risurrezione di Gesù; inoltre, se il Signore non fosse apparso loro in varie occasioni e a tante persone, uomini e donne, molti discepoli di Cristo non l’avrebbero accettata, come accadde inizialmente all'apostolo Tommaso. Ancor meno essi avrebbero dato la vita per una menzogna. Come dice San Paolo, «se Cristo non è risuscitato, […] risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato» (1 Cor 15, 14-15). Quando le autorità israelite volevano far cessare la predicazione del vangelo, San Pietro rispose: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo alla croce. […] E di questi fatti siamo testimoni noi» (At 5, 29-30.32).

Oltre ad essere un evento storico, verificato e attestato attraverso segni e testimonianze, la Risurrezione di Cristo è un avvenimento trascendente perché, «in quanto entrata dell’umanità di Cristo nella gloria di Dio, trascende e supera la storia come mistero della fede» (Compendio, 128). Per questo motivo Gesù Risuscitato, pur possedendo una vera identità fisico-corporea, non è sottoposto alle leggi fisiche terrene e si assoggetta ad esse solo perché lo desidera: «Gesù risorto è sovranamente libero di apparire ai suoi discepoli come e dove vuole, e sotto aspetti diversi» (Compendio, 129).

La Risurrezione di Cristo è un mistero di salvezza. Mostra la bontà e l’amore di Dio che ricompensa l’umiliazione di suo Figlio e impiega la sua onnipotenza per colmare gli uomini di vita. Gesù Risorto possiede nella propria umanità la pienezza di vita divina, tanto da comunicarla agli uomini: «Il Risorto, vincitore del peccato e della morte, è il principio della nostra giustificazione e della nostra Risurrezione: fin d’ora ci procura la grazia dell’adozione filiale, che è reale partecipazione alla sua vita di Figlio unigenito; poi, alla fine dei tempi, Egli risusciterà il nostro corpo» (Compendio, 131). Cristo è il primogenito tra i morti e tutti risusciteremo per Lui e in Lui.

Pasqua del Signore: con Cristo risorgiamo e una Vita nuova

Fonte: Sito Maran atha

L’annuncio pasquale risuona oggi nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti. Nella «notte più chiara dei giorno» la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo, Gesù di Nazaret, figlio di Dio e figlio di Maria. Pasqua è dunque annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome dei Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.

Testimoni del Cristo risorto
La parola di Dio che illumina i cuori insiste sul fatto storico dei «Cristo risuscitato» (cf At 10, 34a. 37-43), sulla fede che nasce davanti alla «tomba vuota» (cf Gv 20, 19); ma sottolinea pure che la risurrezione del Signore è un fatto sempre attuale. I battezzati sono membra del Cristo risorto; in lui l’umanità accede progressivamente ad una «vita nuova» purificata dal vecchio fermento del peccato (cf 1Cor 5, 6b-8). Questa vita è tutta da costruire nell'oggi, non da proiettare in un futuro dai contorni imprecisi: Pasqua è oggi, è ogni giorno dell’esistenza umana e cristiana. Nella veglia pasquale i catecumeni hanno ricevuto il battesimo, i fedeli ne hanno rinnovato gli impegni: ancora un volta hanno fatto la scelta per Cristo.

Una scelta per la vita
Scegliere Cristo significa operare per la vita. Ciò che vediamo attorno a noi — odio, morte, violenza, discriminazioni, male, egoismo nelle sue molteplici forme — non è la vera realtà. Se «crediamo» in Cristo risorto, signore della vita, vincitore del male, dell’ingiustizia, della morte, dobbiamo operare nel senso della sua risurrezione; far sì che nella comunità degli uomini  dei credenti si viva in modo sempre più profondo il significato della risurrezione; si costruisca progressivamente la «vita nuova», il «mondo nuovo» (o la «nuova creazione») che i primi discepoli hanno intravisto nel Risorto. E’ compito dei cristiani testimoniare che la vita può essere più ricca, più gioiosa, più piena, se contemplata e vissuta in riferimento al mistero dei Cristo pasquale che passa attraverso la morte soltanto per risorgere.
Ogni volta che il male è vinto e guarito, ogni volta che un gesto di amicizia rivela ad un fratello l’amore dei Padre, ogni volta che si compie un sacrificio per l’ «altro», ogni volta che riusciamo a vivere, o aiutiamo gli altri a vivere una gioia più piena e più vera, realizziamo la Pasqua. Allora la morte è vinta; si afferma quel «mondo nuovo» in cammino verso il giorno nel quale la «gloria della risurrezione» sarà pienamente rivelata e attuata .

… verso la grande festa della Pasqua eterna
In ogni Eucaristia la Pasqua è perennemente celebrata perché viene immolato Cristo, l’Agnello pasquale; e in essa «mirabilmente nasce e si edifica sempre la... Chiesa» (oraz. sopra le offerte della Domenica di Pasqua nel Rito Romano). Come gli apostoli, anche noi mangiamo e beviamo con Gesù risorto dai morti. Ancor più mangiamo lui, il vero «pane azzimo» che toglie dal nostro cuore ogni fermento di peccato, ci comunica il dono dello Spirito che dà vita e che fa della assemblea una comunità di risorti con Cristo .
Il congedo di ogni assemblea altro non è se non l’invio a testimoniare davanti al mondo Gesù Cristo risorto, perché chiunque viene a contatto col mistero pasquale ottenga la salvezza.
Al cristiano — come un giorno ad Abramo — il Signore dice: «Esci...!». «Esci dalle tue "opinioni separate" per entrare pienamente in quella fede che la Chiesa si gloria di professare. Esci dalle tue ricchezze che tendi a godere egoisticamente... Esci dal tuo peccato che ti avvelena il cuore, e vai verso la novità dei Cristo... Esci di "casa”, dal caldo delle pareti domestiche dove tendi a ignorare i drammi dei fratelli, e allarga la cerchia dei tuoi interessi... Esci dalla tua sete di dominio e cerca di fare della tua vita un servizio d’amore. Esci in campo aperto e prendi la strada dei Vangelo... Semina la gioia gridando silenziosamente con il tuo comportamento che Cristo ti rende felice. Grida con la vita che Cristo è vivo, e che la Chiesa è il luogo e lo spazio ove si attesta che Lui è il Signore risorto... Questo è il modo più autentico di cantare l’Alleluia pasquale» (M. Magrassi).